Studi Ambientali Associazione europea di studi per la tutela dell ambiente

Login

ciao

Nome (*)
Inserisci nome e cognome.
Studio / Azienda
Input non valido
Indirizzo
Input non valido
Comune
Input non valido
Provincia
Input non valido
Telefono
Input non valido
Email (*)
Input non valido
Cognome (*)
Inserisci il tuo cognome
Professione
Input non valido
Civico
Input non valido
C.A.P.
Input non valido
Stato
Input non valido
Fax
Input non valido
Motivazioni della richiesta
Input non valido
Dichiaro di aver letto e accettato l'informativa sulla privacy (*) Input non valido
  
A+ R A-

La "Filiera RI-inerte"

UN ESEMPIO DI COLLABORAZIONE PUBBLICO-PRIVATO IN UNA LOGICA DI SISTEMA PER LA VALORIZZAZIONE ECONOMICA DEI RIFIUTI INERTI.

L'iniziativa della "Filiera RI-inerte" è rivolta ad imprese edili del settore movimento terra e/o lavori stradali, è prevista dalla recente Filiera RI-Inerte - Locandinanormativa in materia ambientale (Decreto 3/4/2006 n° 152) è in linea con le disposizioni contenute nei Regolamenti Regionali per la gestione dei materiali edili, rientra tra le attività previste dallâ'Accordo di Programma sottoscritto con il C.N.G. (Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati) ed UNITEL (Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali) e prevede la realizzazione di Centri di Raccolta e Recupero di rifiuti inerti da C. & D. e macerie edilizie su tutto il territorio regionale mediante l'attuazione di Piani Territoriali provinciali per la produzione di aggregati certificati "RI-inerte". Non si tratta di un'operazione isolata, destinata, come spesso accade, ad estinguersi perchè non strutturata e senza definizione di ruoli e settori coinvolti, bensì del progetto di un'unica filiera regionale che una volta a regime sarà in grado di gestire l'intero processo: dalla raccolta alla trasformazione, dal recupero al riutilizzo di aggregato riciclato conforme agli standard richiesti dalla Circolare MinAmbiente numero 5205 nel settore edile stradale per la realizzazione di opere edili pubbliche e private, che gli Enti (Comuni, Amministrazioni Pubbliche e società a prevalente capitale pubblico) hanno l'obbligo di impiegare nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno, ai sensi del D.M. 8/5/2003 n° 203. Oltre ad una notevolissima rilevanza economica ed occupazionale sul piano locale, l'iniziativa tende a risolvere l'annoso problema dell'abbandono dei rifiuti edili ed il recupero in materiali idonei al riutilizzo e crea notevoli prospettive di investimento per gli operatori, anticipando le iniziative previste nella Direttiva Europea del 19/11/2008 n° 2008/98/CE sul raggiungimento degli obiettivi di recupero dei rifiuti inerti.